Vermouth Santòn – Borgo San Daniele

Santòn è il primo vermouth agricolo del Friuli Venezia Giulia, prodotto in questa terra “regina” del vino secondo una  filiera completamente artigianale. Alla base di tutti i vermouth c’è sempre l’artemisia, pianta amara (la pianta più amara presente in natura, seconda solo alla ruta) che cresce in tutte le campagne e nel Santòn ce ne sono ben tre. L’assenzio che rende unico Santòn è l’Artemisia Caerulescens (assenzio marino), che cresce nella laguna di Grado (GO) e nel dialetto locale si chiama Santonego – o Santonico – da cui il vermouth prende il nome. Questa varietà di assenzio ha una forte sapidità che si sposa perfettamente con la salinità della malvasia istriana (meno aromatica rispetto al resto delle altre Malvasie), rendendo il gusto di Santòn diverso da tutti gli altri.

 

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Descrizione

Per produrre il Vermouth Santòn, si utilizza una ricetta di origini austro ungariche scoperta grazie ad una ricerca negli antichi ricettari del primo ‘900. La ricetta da cui si ispira Santòn è viennese, del 1907: descrive il vermouth come un vero e proprio infuso di 30 essenze diverse che viene ben indicato in etichetta con il “30”.

Il vermouth Santòn nasce da tre uve bianche: Pinot Bianco, Friulano e Malvasia Istriana, tutti vitigni autoctoni del territorio friulano, coltivati in regime biologico. Il vino non filtrato a fermentazione naturale subisce una fase di lenta ossigenazione per fissare l’aromaticità del “bouquet” di erbe e spezie per due anni. Segue l’affinamento con il ritmo delle stagioni mentre le piante sono in macerazione. Santòn ha una leggera fortificazione alcolica dal momento che, per legge, il vermouth bianco deve contenere minimo 75% di vino bianco e un grado alcolico non inferiore a 14,5 gradi.

Nel 1990 i fratelli Alessandra e Mauro Mauri hanno ereditato dal nonno i terreni agricoli di Borgo San Daniele. La passione e l’entusiasmo li hanno sempre guidati nelle scelte vitivinicole. Mauro segue la produzione dalla vigna alla cantina, mentre Alessandra cura l’amministrazione e la comunicazione. Il loro amore per questo territorio li ha spinti a creare una cantina davvero unica con la filosofia di produrre un numero limitato di etichette e diminuire l’impatto ambientale delle coltivazioni sul territorio. I loro vini parlano di una viticoltura rispettosa dell’ambiente e di un modo personale di interpretare i vitigni autoctoni friulani.  Infatti l’azienda finanzia e partecipa a un progetto sui Colli Orientali del Friuli per evitare l’uso di insetticidi di sintesi, antibotritici.  Inoltre, i vigneti sono coltivati in zone particolarmente vocate seguendo le pratiche della biodinamica ponendo massima attenzione alla posizione, all’orientamento e all’altitudine di ciascuno.

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